E’ ipotizzabile un acquisto a titolo originario dei diritti d’autore sulla banca dati?

Autore: Monica Togliatto

La Corte d’Appello di Torino si è recentemente pronunciata su un tema che è stato in passato poco considerato dalla dottrina e dalla giurisprudenza, ovverosia se sia o meno ammissibile l’azione diretta a rivendicare un diritto di proprietà intellettuale ex art. 939 c.c. con riferimento ad un’opera dell’ingegno.

Confermando le motivazioni della sentenza di primo grado, con sentenza 14 luglio 2015 n. 1386, la Corte ha affermato che alla banca dati come bene immateriale non sono applicabili, in generale, i modi di acquisto della proprietà a titolo originario dei beni materiali ed in particolare quelli sull’occupazione, invenzione, commistione e specificazione (sentenza n. 1386 del 14 luglio 2015).

La titolarità dei diritti patrimoniali sull’opera dell’ingegno, quale una banca dati, può spettare, infatti, a soggetti diversi dall’autore persona fisica solo e soltanto in virtù di uno specifico fatto traslativo.

Uno solo è infatti il titolo di acquisto originario che vale per il diritto d’autore ed è la creazione dell’opera che l’art. 2576 cc. definisce come “peculiare espressione del lavoro intellettuale”.

La soluzione opposta contrasterebbe con l’esigenza di proteggere gli interessi economici e personali di chi ha creato l’opera con il suo lavoro e con l’impossibilità di configurare un possesso esclusivo sui beni immateriali.

Osserva la giurisprudenza come “ mancando …. secondo quanto si rileva dal codice civile, per i beni immateriali parificati ai mobili (art. 812 cc) ogni potere “sulla cosa”, la quale si identifica nello stesso contesto normativo in una parte, semplice o composta, ma comunque separata e individuale, della realtà materiale, deve negarsi il rilievo del possesso di cui all’art.1140, con esclusione dell’applicabilità dell’usucapione” (così Cass. n. 5359 del 5.3.2010).

A ciò deve comunque aggiungersi che il possesso del corpus mechanicum non potrebbe comunque legittimare un acquisto della proprietà della banca dati a titolo originario, in quanto si tratterebbe di una mera disponibilità del bene, non accompagnata dall’unicità del godimento della banca dati medesima. Di talché il possesso del corpus mechanicum non consentirebbe, comunque, a differenza dei beni materiali, di assicurare l’unicità del godimento del bene e la possibilità di possesso esclusivo del bene stesso, presupposto essenziale per poter ragionare di un acquisto a titolo originario della proprietà di un bene.

Né diversa conclusione si potrebbe raggiungere laddove si volesse ipotizzare un legittimo “possesso dei diritti di utilizzazione economica” dell’opera dell’ingegno sul presupposto dell’art. 167 della Legge Autore che ne consente l’esercizio in capo al legittimo possessore.

Il possesso di cui alla citata norma non può produrre, con il protrarsi del tempo, effetti analoghi a quelli previsti con riferimento a situazioni di carattere reale, attesa la natura di carattere personale del diritto d’autore.

L’ipotizzabilità … di un possesso dell’opera dell’ingegno quanto ad una o più facoltà di utilizzazione economica non implica necessariamente l’applicabilità degli effetti del possesso che, per i beni materiali, sono collegati all’unicità di godimento del bene con la possibilità di possesso esclusivo e al trasferimento del diritto di proprietà o di altro diritto reale unitamente alla consegna della cosa: elementi questi che mancano nei trasferimenti dei diritti sui beni immateriali” (così, Ruperto, La giurisprudenza sul Codice civile coordinato con la dottrina, Giuffrè Editore, 2011).

10 settembre 2015

 

Ultima modifica ilMartedì, 13 Ottobre 2015 20:38